lunedì 16 maggio 2011

Annientate la principessa. Prima che lei annienti voi.

Siamo in pieno medioevo, e forse qualcuno vorrebbe che sognamo di restarci. I vecchi ricchi e potenti saltano addosso alle servette, i cattivi sono i saraceni, e le principesse (milionarie privilegiate che vogliono farci passar per Cenerentole) sposano il principe biondo.

Se arrivo in ritardo sulla farsa del matrimonio tra i due viziati più regali del mondo, è solo perché speravo che qualcuno ci rivelasse che stavano solo girando uno stucchevole spot pubblicitario.
Invece no. Ad oggi ci stiamo sentendo dire come possiamo fare a dimagrire e a diventare carine come la sposa dell’inutilissimo William.
La figura di Kate Middleton è vacua e ingessata. La principessa di oggi ci viene somministrata insistentemente come un modello: se saremo abbastanza zitte, magre, ben vestite, e carine, forse anche a noi sarà dato di vivere la favola con un principe. Be’, per esempio, di questo William conosciamo ben poche qualità, ma sappiamo che la di lui madre iniziò una favola e dal giorno dopo si ritrovò in un tunnel orripilante, fino alla notte in cui, già liberatasi degli impagliati parenti acquisiti, proprio nel buio di un tunnel finì per morte violenta.

Il culto della principessa uniforma sotto menzogne e melassa ogni tentativo di valorizzazione e di varietà delle aspirazioni femminili. Si inizia con il vestire la Barbie, con l’indossare il costume a Carnevale, e si finisce col bramare gioielli e abiti fantasmatici, con la corsa al principe azzurro, e col mito del “e vissero felici e contenti” ad ogni costo. Le bambine, le ragazze, la società, si meritano qualcosa di più.

Ok, i sogni. Ma credo che sogni come questi facciano andare a letto con una certa ansia, e spesso comportino un brutto risveglio.

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