La città in cui sono nata e cresciuta ha dedicato l’ultimo fine settimana alle donne.Urca. Ci vado.
Canti, esercizi ginnici, scuole di danza, corsi di ginnastica e offerte di benessere.
Ma anche bancarelle che invitano a spendere soldi in articoli confezionati con le manine sante da hobbyste che si sono divertite con pasta di sale, legno, carta, plastica, gomma, lana, cotone e ogni materiale trattabile.
Una visione della donna che sta tra il ventennio fascista e gli anni '50, temperata dall’educazione delle suore.
Esercizio fisico e attività manuali. E tanti giochi coi bambini e gli altri genitori.
Se con quello che impariamo all'asilo abbiamo sviluppato i talenti e possiamo passare alla prole, perché spendere tante energie nel frattempo?
Ah… ho goduto comunque della manifestazione perché sono cedevole al basso istinto dello shopping.
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