giovedì 17 maggio 2012

L'inizio di un'ERA: tempo imperfetto del verbo essere


Questa mattina, sulla metropolitana, ho finto di nulla mentre due universitarie mi squadravano da piedi a capo, commentando con beata leggerezza.

"Lo smalto che voglio io, ma sarà gel?" "Boh son troppo perfette" "La ballerina così con le borchie, bella, la cerco anche io" "E ma se avessi la caviglia così" "Ma vedi il pantalone nero più stretto sotto, quello porta via" "Bello il taglio" "Sì ma che coraggio, poi farli ricrescere quando passa il momento" "Anche col ciuffo chiaro ma con un colore un po' più... boh... ma lei è così naturale secondo me" (sì, magari, n.d.r.) "sta troppo bene, mette in evidenza la mandibola" (la mandibola????!!!! n.d.r) "il collo e le spalle, bisogna avere tutto... giusto boh... con le orecchie proporzionate..." "be' non bisogna essere grasse e bisogna avere i lineamenti fini" ... "deve essere stata molto bella da giovane". Che mazzata. Così imparo ad origliare.

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