Si tratta di un inverno di spettri, sono tre: gelo, buio, povertà.
Chi non ha paura di gelo, buio, povertà, è pazzo. Oppure molto molto fortunato, perchè non li ha mai visti neanche da lontano.
Milano è sfacciata anche quest'inverno, anche a Natale, nel senso che ci ha perso la faccia. Straniere rivestite di lusso, e senzatetto che ti muoiono ai piedi. E i tre spettri se li prendono, mentre tric e trac tu corri da qualche parte, cercando di non sentire la fitta che attraversa la cavità dove dovrebbero risiedere i sentimenti.
Sarà la paura degli spettri che fa appendere le luci dappertutto, come se avanzasse energia nel mondo per distrarci con miliardi di sciocche lampadine, che ci fa scoppiare di brindisi di bollicine e zucchero e cioccolato.
Tutta luce e calore a caro prezzo, che viene da fuori, fuori resta, e non scalda dentro. Ma come si fa a credere ancora che esista una magia di Natale, che non sia solo una manciata di polvere di stelle e zucchero a velo tirata negli occhi.

Nessun commento:
Posta un commento