venerdì 2 marzo 2012

Solo Se

Se sei pronto a volare tra le varianti a tutte le velocità.
A sopportare l'agro della verità, e a riconoscere le bugie.
A non chiedere un senso al passato. A fidarti del futuro.
Ad abituarti ai tacchi a spillo sbucciati. Alle ginocchia sbucciate.
All'odore di smalto, e di incenso.
Agli errori.
Agli opposti.
Al silenzio del bianco.
Al rosso.
Se corri solo per l'aria sulla faccia.
Se hai davvero il desiderio di conoscere quello che non vedi.
Se ti piace prendere una mano tanto quanto lasciarla andare.
Chiudere gli occhi e vedere la luce dorata.
Spendere i soldi come le energie.
Fare domande. Rispondere anche a notte fonda. Setacciare le parole.
Confonderti con la musica.
Se credi che abbia un senso esplorare tutti i significati di una risata. E del pianto.
Se preferisci lasciare al mare quello che è del mare. Alla Terra quello che è della Terra. E guardare in su.
Sì che potrei, con tutta la mia forza contro la tua, spingerci verso più di mille luminose mete.

domenica 5 febbraio 2012

Quello che poi rimane

E' certa poesia.
Perchè la fine di ogni amore giovanile è un po' un suicidio.
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sabato 4 febbraio 2012

Male non necessario

Ecco lì il maschile e il femminile. Il femminile cura, il maschile stermina. È un giorno triste.
Se stigmatizzo è perché è così che anche oggi è successo.

Accade che poiché si è deciso che non tutti gli animali hanno asilo nei pressi della casa, il topo, che un razzismo tutto umano vuole più vile, infestante e sporco di altri animali, debba essere attirato solo per essere crudelmente ucciso tramite incollamento.

La trappola infida però, attrae per sventura anche l’inconsapevole pettirosso, curato, nutrito, vezzeggiato, amato, e tradito.

venerdì 3 febbraio 2012

Sblocchiamoci

“Fisso” che aggettivo triste, grigio, freddo. Ha il “moroso fisso”: e te la vedevi subito abbandonare le amiche e le attività extracurricolari per un baccalà. Ha “una idea fissa”: se va bene è un tipo di intollerabile pesantezza, se va male, uno psicopatico.
“Fissa” è anche la protesta senza analisi critica, senza curiosità. Male degli italiani, la protesta fissa. Specie di quelli dalla mia età e anche un po’ più giù, ahimé. Che monotonia “il posto fisso”, ha detto il teknopremier. Non ha detto “garantito”, “stabile”, ha detto “fisso”.

Poi l’abbiamo presa male perché un posto di lavoro, anche senza aggettivi, oggi, è un privilegio. Ma i nostri eroi non erano Filini e Fantozzi, una volta. In America non aspettano il contratto che li porterà nella tomba e la casa di proprietà per essere padroni di loro stessi. Cambiano carriera come cambiano le esigenze, senza shock, traumi familiari, o ferite nello status.

“Che monotonia il posto fisso”. Ha ragione. Che supplizio essere conficcati in una situazione lavorativa. Per qualunque ragione. Perché non si hanno altre chances, per esempio. Perchè non le dà il mercato o perchè non si è versatili. Oppure perché non si hanno gli attributi per affrontare i cambiamenti. Perché si intasa facebook di frasi effetto sull’afferrare la propria vita ma poi non si fa un passo se non si hanno tutte le certezze che avevano i genitori.
Non di meno, è indesiderabile essere inchiodati nella disoccupazione. Essere immobilizzati da una banca, da un debito. E lì ok, toccherebbe a Mario Monti risolvere il problema.

domenica 20 novembre 2011

Allo specchio...

7 cose che ho imparato da lunedì a oggi:

1) Se te ne devi andare dagli uffici ai piani alti la sera tardi col passo del granchio, forse non hai ancora fatto un lavoro abbastanza buono da far passare il tuo didietro in secondo piano.

2) Quando arrivi a confidarti con serenità e soddisfazione con il tuo stalker, vuol dire lui ti ha studiata un gran bene nel corso degli anni, e che tu hai perso il controllo a un certo punto, ma almeno sei certa di non avere più uno stalker.

3) Una commessa giovane graziosa e simpatica è perfetta per farti comprare volentieri della biancheria intima, ma forse ti farà pagare anche la sua inesperienza strisciando tre volte il bancomat.

4) La generazione che ha fatto la Repubblica la sta ancora tenendo sulle spalle.

5) Un amico è quello che è disposto a prenderti a schiaffi solo per il tuo bene.

6) Non sei ancora vecchia se quelle che hanno figli non hanno ancora smesso di guardarti con superiorità.

7) Se c'è la salute, c'è tutto.

martedì 8 novembre 2011

Uomini veri che oggi aiutano l'Italia, ricomprandosela

Il mio capo e il capo del mio capo oggi si sono chiusi nell'ufficio di ciliegio (c'ero anche io, un po' ostaggio silenzioso) e si sono messi a comprarsi il debito pubblico.
Erano decisi, coraggiosi e generosi. Hanno fatto anche un giro di telefonate per invitare tanti altri che stanno in pari grattacieli a fare lo stesso.
Li ho guardati con tanta speranza e tanta tanta stima.

martedì 1 novembre 2011

Non ci salverà certo questo qui

Non è diverso da Berlusconi, nella pratica dell'imbonimento pubblicitario.
Non ci faremo prendere in giro dalla crociata che vuol bruciare tutta l'erba in un fascio, e che incurante di dove sta andando il paese, sta solo esercitando metodi di comunicazione e convocazione di massa?

L'impasto di poche idee vecchiotte che sembrano riscritte da un venditore, gli slogan Jovanotteschi (la canzone la utilizza il Milan già da mesi, è vecchia pure quella), le striscianti offese di un quarantenne che ha tutta l'aria di non essere mai stato giovane verso chi è un poco più anziano, sarebbero la cura?
Per uscire dalla pornocrazia, forse, per via di quell'aria da capetto dell'oratorio, ma non per migliorare l'Italia attraverso la sua classe politica.

Già che ci siamo, facciamo uno sforzo di ascolto e comprensione in più rispetto allo stretto necessario che ci richiedono i Renzi, ma anche i Grillo, a volte i Di Pietro. Non ci dovremmo dimenticare che i politici dovrebbero rappresentare noi uno per uno e tutti insieme, non sé stessi.

I politici veri parlano un linguaggio più complesso, vero, ma non vale la pena di applicarsi un po' e acquisire un po' di capacità critica per vivere il metodo democratico?