lunedì 16 aprile 2012

Grigio lama di coltello

Milano. Lunedì. Interno sera. Modalità primavera: off. Cielo: grigio. Intorno grattacieli in costruzione, e già costruiti, mezzi vuoti. E tutto un tintinnìo di manette, porte sbattute, isterie nei corridoi potenti.
Di questi tempi, nei palazzi di uffici le porte si chiudono e basta. Qualcuno le sbatte, ma i più le prendono in faccia. I secondi in genere sono gli innocui.

Non trovo giusto che per una serie di questioni che riguardano la malagestione della cosa pubblica, della cosa privata, e la inettitudine di una certa Italia, o io o questa bella topina che ho al mio fianco dobbiamo lasciare questo posto di lavoro che sicuramente entrambe amiamo e meritiamo. Non trovo etico che chi si è tanto impegnato e tanto si impegna debba essere sacrificato. Tutta la mia operosità e la mia passione non serviranno a scacciare l'imperio della pigrizia, della furbizia, della presunzione, del grigio puzzolente.

Si dovrebbe voler stare sempre più in alto per essere vicino al cielo, non per sputare in testa a chi sta sempre sotto. Questi grattacieli non servono a niente. E non si vede più neanche la Madonna. Bastardi.

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