giovedì 4 ottobre 2012

Di cambi di armadi e di visioni

Sei sulla strada con le foglie già cadute
con le foglie che cadranno ancora e che diventeranno terra e odore bagnato
la terra che si farà morbida sotto i tuoi passi
sei sulla strada ti lasci graffiare dal gelo
e ti può sciogliere il sole se tu vuoi aprire il cielo
sei tu la strada e non se ne vede la fine, se non una vetta
o un orizzonte.

giovedì 13 settembre 2012

Tracce di fine estate

“Ahi settembre mi dirai quanti amori porterai, le vendemmie che farò…” A. Fortis
Ieri è iniziata la scuola.  Per tutti, perché è un fatto sociale. Game over. Oppure let the game start. 
Idee per il primo tema dell’anno scolastico, con uno sguardo all’estate andata, e all’autunno che verrà.
  1.  La patria che ha inventato il French Kiss, il bacio con la lingua, promette ora alle coppie dello stesso sesso la possibilità sposarsi e adottare un figlio. Per quanto tempo noi italiani dovremo sentirci in dovere di scandalizzarci anche di questa novità, prima che venga accettata come normale prassi di vita e/o amore, tanto quanto la prima citata?
  2. 150 sfumature di caso editoriale, ovvero il Principe Azzurro sadomaso. Si è scoperto, dentro un secchio di acqua calda, che esistono gusti sessuali differenti, e che anche le femmine gradirebbero provare piacere fisico. Avvilente e poco innovativa la proposta dell’eterna illusione del bello-straricco-generoso di successo, che dopo svariato sesso si innamora perdutamente e vuole sposare la povera insignificante. Perché alle donne, lungo il lento cammino verso la liberazione,  piace sempre farsi del male?
  3.  Renzi, Monti, Grillo, Bersani. I politici italiani, raggiunta la notorietà, rassomigliano man mano sempre più alle loro caricature. Tracciare il profilo di un potenziale leader politico abbia i requisiti per rimanere credibile per almeno 72 mesi.

martedì 11 settembre 2012

Il disagio dell'11 settembre

E' un disagio sottile, profondo, fastidioso, come il taglio di un foglio di carta. Mi trivella il fondo della coscienza la sensazione che ci stiamo lasciando convincere a guardare le vicende dei nostri simili del mondo attraverso un cannocchiale, con un diametro minuscolo, che ci fa vedere soltanto New York perchè lì ci sono gli individui che ci piacerebbe credere di essere, che hanno quello che vorremmo avere.

Dopo l'11 settembre avevo una gran paura. Non di Osama Bin Laden. O dell'Islam. O del burqa. Ma della violenza della reazione che avrebbe potuto avere, forte del suo strapotere, il governo del popolo che ci ha liberati, comprati, poi inebetiti, e infine venduto di tutto. E non per me medesima. Ma per chi da quando è al mondo non ha visto mai sopra nè al di là di un gigantesco polveroso sanguinolento ground zero.

lunedì 13 agosto 2012

Febbre d'agosto


Il sole di agosto filtra dalle righe delle persiane dell'arredo ufficio, come da capitolato color grigio alluminio. Solo io sono più pallida di lui.
Milano è sfinita ormai, è sempre un po' addormentata, spoglia e senza trucco, così com'è la frequentano solo i poveri e i matti. Infatti anni fa credevo che la gente impazzisse a Milano in agosto, e che la città fosse più bella, ma no, non è così, è che non c'è più alcuna distrazione, alcun impedimento al dar retta a chi sragiona, al guardare al di sopra delle vetrine serrate, fino in fondo alle vie, e dentro i cortili.

Si sente un po' lontano qualche ticchettìo di tastiera, di là allora qualcun altro non ha dovuto spingersi al sacrificio di abbandonare la scrivania per portare i bambini al mare o la moglie in montagna. Sarà magari una collega che tra poco sfilerà per di qua troppo scollata, con la pelle troppo scura e tesa, tinta polpa di albicocca matura, e con i braccialetti con le conchigliette, a comunicarmi che due settimane non le son state sufficienti per "staccare". 

E la mattina quando mi sveglio nella mia stanza silenziosa sudo freddo, vedo il cielo campidanese, anche se ho gli occhi chiusi, e poi la campagna con gli orti, i terrazzi verdi, i parchi sui colli, gli specchi degli stagni,  la via pineta, le palme, la sabbia, il mare che prende il largo, il mare aperto sempre più blu, e poi di nuovo il mare che va verso le sue rive, la sabbia, le palme, la via pineta, gli specchi degli stagni, i parchi sui colli, i terrazzi verdi, la campagna con gli orti, il cielo campidanese... la mia stanza silenziosa: ora ho gli occhi aperti.

martedì 3 luglio 2012

L'estate è sempre inutile

"E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio"

Eugenio Montale

Il titolo è quello di un pezzo dell'ex gruppo dell'altrove citato rocker, il quale al momento cerca il fresco e si gode le adoranti ninfette che han mollato libri ed esami e adottato il minishort: ruspanti piaceri estivi.

Grazie a Dio l'estate non è mai utile, non serve a niente, anche per chi incessantemente lavora è una pausa di contemplazione forzosa e spesso inconscia, i progetti nascono nell'obnubilo della calura, i pensieri passano come ronzii di zanzara, è il tempo per restar confusi.

Inizia così: arriva giugno, e ci si sente tutti scolaretti, si allenta la tensione, o aumenta il nervosismo, c'è chi si fa schizzare gli occhi fuori dalla testa per cercare l'evasione, chi non riesce più a formulare un pensiero razionale. Ci sono le separazioni da luoghi e persone, c'è la pelle che torna a sentire il sole, l'aria e l'acqua. Ci sono sensazioni, visioni, esperienze, che poi resteranno per sempre cristalizzate lì, nell'estate dell'anno tale. E che nonostante siano figlie della malinconica pigrizia della stagione calda, magari apriranno o chiuderanno per sempre un cancello.
Finisce così: a settembre inoltrato la si rimpiange sempre, come fosse bellezza e giovinezza, si traccia l'inevitabile bilancio, e si desiderano un maglione e una vita diversa.

Ci sono sempre tante domande, a cui è meglio non dare risposta prima che non sia di nuovo iniziata la scuola. Chissà perchè, per esempio, le stelle le guardiamo solo in estate.


giovedì 17 maggio 2012

L'inizio di un'ERA: tempo imperfetto del verbo essere


Questa mattina, sulla metropolitana, ho finto di nulla mentre due universitarie mi squadravano da piedi a capo, commentando con beata leggerezza.

"Lo smalto che voglio io, ma sarà gel?" "Boh son troppo perfette" "La ballerina così con le borchie, bella, la cerco anche io" "E ma se avessi la caviglia così" "Ma vedi il pantalone nero più stretto sotto, quello porta via" "Bello il taglio" "Sì ma che coraggio, poi farli ricrescere quando passa il momento" "Anche col ciuffo chiaro ma con un colore un po' più... boh... ma lei è così naturale secondo me" (sì, magari, n.d.r.) "sta troppo bene, mette in evidenza la mandibola" (la mandibola????!!!! n.d.r) "il collo e le spalle, bisogna avere tutto... giusto boh... con le orecchie proporzionate..." "be' non bisogna essere grasse e bisogna avere i lineamenti fini" ... "deve essere stata molto bella da giovane". Che mazzata. Così imparo ad origliare.

martedì 15 maggio 2012

Mi me piasaria savé chi l'è el pirla...

... che ha deciso che adesso, proprio in questo momento, si sgombera Macao. L'unico grattacielo buono che c'è qua intorno, più di trenta piani di ex edificio di Ligresti con la scritta "Si potrebbe anche pensare di volare", o una cosa del genere, contenente diversi strati di artisti indipendenti.

Erano lì solo dal 5 maggio, e passando sulla via per la stazione ci son saltata dentro un paio di volte: impolverato, ma non sporco, indipendente, ma non freak, bohémien, senza essere clochard. Niente pericolo, niente aggressività, gente che ti ringrazia perchè la vai a trovare. E non mi pareva tutta una scusa per farsi le canne e dormire in giro, c'era cultura e c'erano artisti veri, che ti fan vedere e sentire cose.
E poi questa mattina l'imbarazzo di vedere tenute antisommossa contro faccette pulite e sconcertate.

Forse, se il Parco di via Gioia non fosse stato abbattuto per innalzare inutili falli di cemento, la Madonna, dal Duomo, avrebbe ancora potuto vedere fin qua, e non l'avrebbe permesso.

Niente, anche stavolta, anche a Milano, la cultura deve restare off.