
Se ne parla troppo, tuttavia non se ne parla per niente:
http://www.newsweek.com/2011/04/17/fast-track-saint.html
"eravamo benestanti, sorella cara: avevamo frumento, patate, castagne, uva secca, terre, case, cavallo e cane" Grazia Deledda

“Ai tifosi dovrebbe interessare che sono un giocatore tecnico e non velocissimo, se mi schierano in difesa o esterno di centrocampo, e non con chi vado a letto”. Anton Hysen
“Noi di Ikea la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante […] quello che cerchiamo di fare è rendere più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni coppia, qualunque essa sia». Referente IKEA
Sembra che certa stampa sia andata a lezione da Goebbels.
Non sappiamo più cosa inventarci con la concorrenza che c’è là fuori.
Ai primi tempi dei palazzi ero già ufficialmente goffa. Mi ritenevo fisicamente inaccettabile, ma non ero eccessivamente preoccupata della mia scarsa attitudine motoria, bastava evitare talune attività in cui peraltro altri stavano già dimostrando il meglio.Quello che è certo è che la città raccontata in “Mal di pietre”, “La contessa di ricotta” e “Mentre dorme il pescecane” non è sempre quella che ho toccato con mano, ma quella che ho sentito e annusato e respirato, quella che vive nei quartieri storici, fatta di persone creativamente moderne, di sopravvissuti alla decadenza, quella che insomma, Milena ha voluto raccontare, e io ho voluto tenermi nell’anima.
Quella che affascina in un modo unico, e che credo sia la splendida ambigua regina del Mediterraneo.
Un’altra cosa è la Cagliari ferma, isolata, e abbarbicata su convinzioni obsolete e sulle massonerie.